In questo contesto ci limitiamo a trattare di una autonomia ben specifica: quella che lo Stato centrale italiano concede ai suoi territori.

Ebbene sì, proprio di concessione si tratta.

Perché per autonomia s’intende quell’attribuzione di competenze che viene riconosciuta o concessa da un Ente superiore (per esempio lo Stato rispetto alle Regioni) in materie limitate e definite.

In Italia le Regioni che godono di autonomia sono individuate dal Titolo V della Costituzione la quale stabilisce anche le competenze che sono in capo allo Stato centrale e quelle che spettano alle Regioni.

Così abbiamo un territorio composto da 20 Regioni delle quali solo 5 (Valle d’Aosta, Friuli – Venezia Giulia, Trentino – Alto Adige, Sardegna, Sicilia) godono di un certo grado di autonomia concesso loro in base a ragioni storiche (come quelle resesi necessarie a calmierare le varie spinte separatiste che avrebbero potuto degenerare). Queste 5 Regioni hanno autonomie diverse tra loro sino al punto che il Trentino-Alto Adige è diviso in due Province autonome (Trento e Bolzano). 

Senza entrare nel merito dei contenuti stabiliti dai singoli Statuti regionali Speciali che determinano le varie forme di autonomia, ci sarà utile sapere che in queste Regioni per autonomia s’intende la possibilità di tenere per sé tutte o quasi tutte le imposte versate dai propri cittadini, poter decidere come e in che misura spendere questi soldi, vedere la propria lingua riconosciuta quanto quella italiana, avere maggiori competenze amministrative e altro ancora.

Le altre 15 Regioni, cosiddette “a Statuto ordinario”, non godono di alcuna autonomia e dispongono di limitatissime competenze sempre determinate dalla Costituzione.

Questo perché l’Italia è un paese statalista e centralista  dove lo Stato comanda e controlla quasi tutto. L’esempio più evidente di questa forma di governo centralista è data dal fatto che le imposte dei cittadini vengono versate in gran parte (per il 77%) direttamente allo Stato il quale poi decide, a suo piacimento, in che misura, con quale modalità e in quanto tempo ridistribuirle ai territori.